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	<title>Atletica CERESIO</title>
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	<description>Società di Atletica leggera transfrontaliera con base sul lago di Lugano (Ceresio)</description>
	<lastBuildDate>Wed, 04 Mar 2026 21:00:51 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Premiazioni interne cross 2025/2026</title>
		<link>https://atleticaceresio.ch/premiazioni-interne-cross-2025-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[FABIO]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2026 21:00:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Atletica CERESIO]]></category>
		<category><![CDATA[atletica leggera]]></category>
		<category><![CDATA[premiazioni coppa ticino cross]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Presso il nostro centro di Gentilino, Collina d&#8217;Oro, si sono svolte oggi le premiazioni interne per i nostri atleti che hanno partecipato alla stagione di cross della Coppa Ticino. La nostra Società, al primo anno di partecipazione, con ancora pochi atleti, ha ottenuto un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Presso il nostro centro di Gentilino, Collina d&#8217;Oro, si sono svolte oggi le premiazioni interne per i nostri atleti che hanno partecipato alla stagione di cross della Coppa Ticino.<br />
La nostra Società, al primo anno di partecipazione, con ancora pochi atleti, ha ottenuto un piazzamento davvero notevole.<br />
Siamo fieri del risultato raggiunto e facciamo i complimenti a tutti i nostri ragazzi.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-810" src="https://atleticaceresio.ch/wp-content/uploads/2026/03/IMG_1550.heic" alt="" /></p><p>The post <a href="https://atleticaceresio.ch/premiazioni-interne-cross-2025-2026/">Premiazioni interne cross 2025/2026</a> first appeared on <a href="https://atleticaceresio.ch">Atletica CERESIO</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Caratteristiche muscolari dello sprinter</title>
		<link>https://atleticaceresio.ch/caratteristiche-muscolari-dello-sprinter/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[FABIO]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Nov 2025 19:46:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli tecnici]]></category>
		<category><![CDATA[Atletica CERESIO]]></category>
		<category><![CDATA[atletica leggera]]></category>
		<category><![CDATA[sprint atletica]]></category>
		<category><![CDATA[sprinter]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fabio Perissinotti, allenatore FIDAL (L2), allenatore Atletica CERESIO, MFT, Laurea Scienze Motorie, Master in Fisioterapia dello Sport Caratteristiche muscolari dello sprinter Fin dagli anni ’70 del secolo scorso sappiamo che le tipologia delle fibre muscolari è stabilita geneticamente e non può essere modificata dall’allenamento. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Fabio Perissinotti, allenatore FIDAL (L2), allenatore Atletica CERESIO, MFT, Laurea Scienze Motorie, Master in Fisioterapia dello Sport</p>
<h2>Caratteristiche muscolari dello sprinter</h2>
<p>Fin dagli anni ’70 del secolo scorso sappiamo che le tipologia delle fibre muscolari è stabilita geneticamente e non può essere modificata dall’allenamento. <strong>Tuttavia un allenamento specifico è in grado di provocare ipertrofia selettiva delle differenti tipologie di fibre muscolari (1-2).</strong><br />
La percentuale di fibre di tipo II è stata correlata positivamente alle capacità di accelerazione e velocità massima e i muscoli estensori di sprinter sottoposti a movimenti rapidi e ripetitivi degli arti inferiori hanno fibre di tipo II più grandi rispetto a quelle di tipo I (3).</p>
<p>Occorre però fare attenzione in quanto, a parità di tipologia di stimolo, elevati volumi di allenamento comportano adattamenti anche nelle fibre di tipo I e non solo nelle fibre tipo II. In tal senso<strong> due allenamenti  di sprint al giorno per settimana sono sconsigliabili rispetto a soli 3 allenamenti giornalieri settimanali, in quanto attivano e fenotipizzano le fibre tipo I (4).</strong><br />
Poiché nel corso dell’allenamento di uno sprinter i guadagni di performance sono limitati, la scoperta di potenziali talenti potrebbe essere ottenuta rilevando in età giovanile la percentuali di fibre tipo II (2).<br />
La dimensione degli arti inferiori negli sprinter sono correlate con la performance di sprint (5,6) e questo è valido anche per i muscoli del piede. L’aumento dello spessore muscolare in seguito ad un allenamento di forza è correlato a un aumento della performance di accelerazione (7,8,9).</p>
<p>Oltre alla sezione trasversa del muscolo in teoria anche la sua lunghezza influisce positivamente sulla rapidità di contrazione (7,10,12,13). Si tratta però di ipotesi biomeccaniche teoriche e gli studi in materia non giungono tutti alle stesse conclusioni.</p>
<p>In generale si ritiene che i maschi siano più veloci delle donne a causa della maggior massa muscolare (14) ma la questione è controversa (15).<br />
<strong>La RM è il mezzo di indagine elettivo per la misurazione della massa muscolare, tuttavia spesso si procede con l’ecografia</strong> a causa del minor costo, della minor invasività e dell’opportunità di avere risultati immediati.</p>
<p>In definitiva grazie al corredo genetico di fibre tipo II gli sprinter sono in grado di esprime maggior RFD (Rate Force Development) e nel contempo miglior rilassamento post-contrazione (16).</p>
<h2>Biomeccanica</h2>
<p><strong>La capacità di generare forze orizzontali all’inizio della prestazione è un elemento cruciale per le capacità di sprint</strong> (8-17-18-19-20) così come quella di minimizzare le forze frenanti. In tal senso giocano un ruolo fondamentale i muscoli estensori dell’anca (glutei e femorali) così come <strong>i flessori, sia nella fase di contatto che di oscillazione (21,22,23,24,25,26) sopportando 8 volte il peso del corpo (27).</strong><br />
La coordinazione tra gli estensori e tra estensori e flessori della coscia è considerata fondamentale soprattutto nei momenti di transizione tra fasi eccentriche e concentriche del movimento. Si presume che uno squilibrio coordinativo estensori/flessori possa essere alla base degli infortuni muscolari (28,29,30).</p>
<p><strong>Bibliografia </strong></p>
<ol>
<li><em>Komi PV, Viitasalo JHT, Havu M, Thorstensson A, Sjödin B, Karlsson J. Skeletal muscle fibres and muscle enzyme activities in monozygous and dizygous twins of both sexes. Acta Physiol Scand. 1977;100(4):385–92.</em></li>
<li><em>Mero A, Komi PV, Gregor RJ. Biomechanics of Sprint running: a review. Sports Med. 1992;13(6):376–92.</em></li>
<li><em>Mero A, Luhtanen P, Viitasalo JT, Komi PV. Relationships between the maximal running velocity, muscle fiber characteristics, force production and force relaxation of sprinters. Scand J Sport Sci. 1981;1:16–22.</em></li>
<li><em>Esbjörnsson M, Hellsten-Westing Y, Balsom PD, Sjödin B, Jansson E. Muscle fibre type changes with sprint training: effect of training pattern. Acta Physiol Scand. 1993;149(2):245–6.</em></li>
<li><em>Tanaka T, Suga T, Imai Y, Ueno H, Misaki J, Miyake Y, et al. Characteristics of lower leg and foot muscle thicknesses in sprinters: does greater foot muscles contribute to sprint performance? Eur J Sport Sci. 2019;19(4):442–50.</em></li>
<li><em>Montei A, Zamparoi P. Correlations between muscle-tendon parameters and acceleration ability in 20m sprints. PLoS One. 2019;14(3):e0213347.</em></li>
<li><em>Lieber RL. Skeletal muscle structure, function, and plasticity. Physiotherapy. 2011;89(9):P565.</em></li>
<li><em>Morin JB, Bourdin M, Edouard P, Peyrot N, Samozino P, Lacour JR. Mechanical determinants of 100-m sprint running performance. Eur J Appl Physiol. 2012;112(11):3921–30.</em></li>
<li><em>Cormie P, McGuigan MR, Newton RU. Developing maximal neuromuscular power. Sport Med. 2011;41(2):125–46.</em></li>
<li><em>Lieber RL. Skeletal muscle structure, function, and plasticity. Physiotherapy. 2011;89(9):P565.</em></li>
<li><em>Lee SSM, Piazza SJ. Built for speed: musculoskeletal structure and sprinting ability. J Exp Biol. 2009;212(Pt 22):3700–7.</em></li>
<li><em>Abe T, Fukashiro S, Harada Y, Kawamoto K. Relationship between sprint performance and muscle fascicle length in female sprinters. J Physiol Anthropol Appl Hum Sci. 2001;20(2):141–7</em></li>
<li><em>Haugen T, Tønnessen E, Seiler S. 9.58 and 10.49: nearing the citius end for 100 m? Int J Sports Physiol Perform. 2015;10(2):269–72.</em></li>
<li><em>Abe T, Dankel SJ, Buckner SL, Jessee MB, Mattocks KT, Mouser JG, et al. Differences in 100-m sprint performance and skeletal muscle mass between elite male and female sprinters. J Sports Med Phys Fitness. 2019;59(2):304–9.</em></li>
<li><em>Carrington CA, Fisher W, White MJ. The effects of athletic training and muscle contractile character on the pressor response to isometric exercise of the human triceps surae. Eur J Appl Physiol Occup Physiol. 1999;80:337–43.</em></li>
<li><em>Hunter JP, Marshall RN, McNair PJ. Relationships between ground reaction force impulse and kinematics of sprint-running acceleration. J Appl Biomech. 2005;21(1):31–43.</em></li>
<li><em>Haugen T, McGhie D, Ettema G. Sprint running: from fundamental mechanics to practice—a review. Eur J Appl Physiol. 2019;119(6):1273–87.</em></li>
<li><em>Rabita G, Dorel S, Slawinski J, Sàez-de-Villarreal E, Couturier A, Samozino P, et al. Sprint mechanics in world-class athletes: a new insight into the limits of human locomotion. Scand J Med Sci Sport. 2015;25(5):583–94.</em></li>
<li><em>Nagahara R, Mizutani M, Matsuo A, Kanehisa H, Fukunaga T. Association of sprint performance with ground reaction forces during acceleration and maximal speed phases in a single sprint. J Appl Biomech. 2018;34(2):104–10</em></li>
<li><em>Otsuka M, Shim JK, Kurihara T, Yoshioka S, Nokata M, Isaka T. Effect of expertise on 3D force application during the starting block phase and subsequent steps in sprint running. J Appl Biomech. 2014;30(3):390–400</em></li>
<li><em>Schache AG, Dorn TW, Williams GP, Brown NAT, Pandy MG. Lower-limb muscular strategies for increasing running speed. J Orthop Sports Phys Ther. 2014;44(10):813–24.</em></li>
<li><em>Bartlett JL, Sumner B, Ellis RG, Kram R. Activity and functions of the human gluteal muscles in walking, running, sprinting, and climbing. Am J Phys Anthropol. 2014;153(1):124–31.</em></li>
<li><em>Kyröläinen H, Avela J, Komi PV. Changes in muscle activity with increasing running speed. J Sports Sci. 2005;23(10):1101–9.</em></li>
<li><em>Bezodis IN, Kerwin DG, Salo AIT. Lower-limb mechanics during the support phase of maximum-velocity sprint running. Med Sci Sports Exerc. 2008;40(4):707–15</em></li>
<li><em>Chumanov ES, Heiderscheit BC, Thelen DG. The effect of speed and influence of individual muscles on hamstring mechanics during the swing phase of sprinting. J Biomech. 2007;40(16):3555–62.</em></li>
<li><em>Morin JB, Gimenez P, Edouard P, Arnal P, Jiménez-Reyes P, Samozino P, et al. Sprint acceleration mechanics: the major role of hamstrings in horizontal force production. Front Physiol. 2015;6:404.</em></li>
<li><em>Panayi S. The need for lumbar-pelvic assessment in the resolution of chronic hamstring strain. J Bodyw Mov Ther. 2010;14(3):294–8.</em></li>
<li><em>Simonsen EB, Thomsen L, Klausen K. Activity of mono- and biarticular leg muscles during sprint running. Eur J Appl Physiol Occup Physiol. 1985;54(5):524–32.</em></li>
<li></li>
<li><em>Sugiura Y, Sakuma K, Sakuraba K, Sato Y. Prevention of hamstring injuries in collegiate sprinters. Orthop J Sport Med. 2017;5(1):2325967116681524.</em></li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Infortuni nell’atletica leggera, cosa dicono le ricerche</title>
		<link>https://atleticaceresio.ch/infortuni-nellatleta-leggera-incidenza-e-prevalenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[FABIO]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Nov 2025 21:24:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli tecnici]]></category>
		<category><![CDATA[Atletica CERESIO]]></category>
		<category><![CDATA[atletica leggera]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Autore: Fabio Perissinotti Allenatore FIDAL (L2), Laurea Scienze Motorie, MFT, Master in Fisioterapia dello Sport Introduzione L’atletica è uno sport composto da numerose discipline, alcune delle quali assai dissimili tra loro: si passa, infatti, dalla pura potenza di un lancio, all’elasticità di uno sprinter [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Autore: Fabio Perissinotti<br />
Allenatore FIDAL (L2), Laurea Scienze Motorie, MFT, Master in Fisioterapia dello Sport</p>
<h2>Introduzione</h2>
<p>L’atletica è uno sport composto da numerose discipline, alcune delle quali assai dissimili tra loro: si passa, infatti, dalla pura potenza di un lancio, all’elasticità di uno sprinter e di un saltatore, fino alle capacità cardiopolmonari di uno specialista dell’endurance.</p>
<p><strong>World Athletics conta oltre duecento federazioni affiliate e gli atleti alle olimpiadi sono in assoluto i più numerosi, superando il 20% dei partecipanti totali.</strong> E’ facile intuire come non solo gli aspetti riguardanti le metodologie di allenamento, ma anche quelli legati alla prevenzione e al trattamento degli infortuni negli atleti, rappresentino un campo di grande interesse per gli specialisti e gli addetti del settore.<br />
Gli infortuni muscoloscheletrici maggiori interrompono la pratica sportiva per lunghi periodi di tempo e possono influire negativamente sulla stagione agonistica, così come sull’intera carriera di un atleta. <strong>Non bisogna però sottovalutare quelli minori, che possono avere un impatto altrettanto importante, creando squilibri muscolari, predisponendo a recidive, generando insicurezza e impattando sullo sia fisico che psicologico dell’atleta,</strong> oltre a toccare gli ambiti economici (sponsor) e sociali (famiglia, media).</p>
<p>E’ evidente la necessità di avere dei riferimenti a partire dall’epidemiologia degli infortuni suddivisa per le varie specialità. In tal senso è fondamentale utilizzare standard di raccolta dati come, ad esempio, quello dell’Olympic Committee (IOC) utilizzato ai Campionati del Mondo e a quelli Europei, così da raccogliere informazioni affidabili e comparabili. In futuro l’aspetto della standardizzazione della raccolta dati dovrà essere ampliato e migliorato.</p>
<h2>Infortuni durante i campionati mondiali e europei</h2>
<p>In relazione allo standard sopra citato è possibile fare riferimento alcuni studi, riassunti nella pubblicazione di Edouard (2022).  In primis, siamo in possesso di dati raccolti nel periodo tra il 2007 e il 2019 in 14 eventi internazionali, riguardanti 2191 atleti di alta qualificazione su un totale di 19 mila partecipanti. Le lesioni variavano a seconda della disciplina e del sesso:</p>
<ul>
<li>su 1000 atleti il numero gli infortuni totali sono risultati significativamente maggior nei maschi rispetto alle femmine, pari a 110 contro 88,5;</li>
<li>i maschi hanno subito un maggior numero di infortuni alla gamba, alla coscia e all’anca rispetto alle donne;</li>
<li>inoltre, hanno subito un maggior numero di infortuni muscolari, mentre nelle donne ha prevalso la frattura da stress;</li>
<li>il tasso più elevato di infortuni si è verificato nelle prove multiple, nella maratona e nelle gare di endurance;</li>
<li>in entrambe i sessi, le lesioni muscolari alla coscia si sono verificate prevalentemente negli sprint, ostacoli, salti, eventi combinati e marcia. Le lesioni ai muscoli della gamba sono prevalse nella maratona e nelle discipline di endurance, mentre le lesioni ai muscoli del tronco e della gamba nei lanci;</li>
<li>infine, l’infortunio principe è stato la lesione degli hamstring (17%) negli sport di sprint e salto.</li>
</ul>
<p>Interessante notare che per 3 eventi internazionali sono state monitorate anche le 4 settimane precedenti alla gara. Dai dati raccolti si evince che: il 30% degli atleti ha lamentato un infortunio muscolare in questo periodo; 1/3 ha dovuto ridurre il carico di allenamento e il 4% non si è potuta allenare. Questo a conferma di come l’infortunio sia un normale “compagno di viaggio “ nella vita dei praticanti atletica leggera.</p>
<p><span id="more-643"></span></p>
<h2>Infortuni durante campionati nazionali</h2>
<p>Abbiamo a disposizione anche informazioni riguardanti atleti di livello inferiore a quello internazionale, come quelle derivate dal Campionato Nazionale Francese nel periodo 2014-2019. In questo caso, il numero di infortuni è stato di 50 su 1000 e i muscoli della coscia degli atleti di potenza (sprint, salti, prove combinate) sono stati la sede principale, chiamata in causa nel 30% dei casi. In tre anni di Penn Relay Carnival l’infortunio principe è consistito nello stiramento muscolare (24%), con maggior incidenza negli uomini rispetto alle donne.</p>
<p>Infine, durante il periodo delle selezioni olimpiche l’incidenza è stata di 60 atleti ogni 1000, con il 17% di stiramenti agli hamstring. Gli atleti più colpiti dagli infortuni sono stati saltatori e corridori di endurance.</p>
<h2>Infortuni durante la stagione</h2>
<p>Interessante sarebbe avere informazioni sull’incidenza degli infortuni durante l’intera stagione, ma in questo caso le ricerche sono più carenti e non sono riferite ad atleti élite. Così, per esempio, uno studio retrospettivo condotto su 147 atleti di livello nazionale ha evidenziato che il 61% aveva avuto un infortunio, con incidenza di 3,9 ogni 1000 ore di pratica da campo, confermando lesione alla coscia per i saltatori, periostite per corridori di endurance e lesioni alla caviglia per i lanciatori.<br />
Un secondo studio, condotto su 95 atleti di livello nazionale, ha evidenziato il 76% di infortuni nel corso dell’anno agonistico. Negli sport di potenza normalmente l’insorgenza era improvvisa, mentre nell’endurance più graduale.</p>
<p>Un terzo studio, condotto su 292 atleti di livello nazionale, ha riportato un incidenza di 3,6 infortuni ogni 1000 ore di pratica da campo. Il 96% erano lesioni da sovraccarico con il 51% di estensione nelle 3 settimane successive. Le aree interessate erano: tendine d’Achille, piede, caviglia, coscia, anca e gamba. Gli hamstring erano l’infortunio più lamentato dagli sprinter e saltatori, la tendinopatia achillea e dolore tibiale negli specialisti di endurance, il mal di schiena nei lanciatori. Sebbene la metodologia di raccolta dei dati di questi tre studi non sia omogenea è possibile evidenziare una forte coerenza nei dati.</p>
<h2>Popolazioni di atleti specifiche</h2>
<p>Abbiamo poi a disposizione studi su popolazioni specifiche di atleti. Per esempio uno studio prospettico su una selezione di 69 atleti delle prove combinate, effettuato nelle stagioni dal 1994 al 1998, ha riportato 39 infortuni in 14 eptatleti e 47 in 18 decatleti, suddivisi in 41% infortuni tendinei e 23% muscolari. Le diagnosi più comuni erano 14% tendinopatia rotulea, 13% problemi muscolari alla coscia e 11% tendinopatia achillea. Le cause erano 49% da overuse e 43% acuto.<br />
Uno studio  prospettico su 140 saltatori con l’asta, valutati nell’arco di due stagioni, ha riportato un incidenza di 26,4 infortuni per 100 casi, con le distorsioni alla caviglia che rappresentavano 1/3 degli infortuni. Uno studio successivo su 150 saltatori con l’asta ha evidenziato un incidenza di 7,9 infortuni ogni 1000 casi, riguardanti zona lombare, coscia e gamba.</p>
<h2>Infortuni nella categoria Junior</h2>
<p>In uno studio su atleti categoria Junior, monitorando 70 atleti per 30 settimane, è stato riportato che io 77% ha subito infortunio in questo periodo, dei quali 44% in acuto e 53% per overuse. La prevalenza è risultata uguale tra maschi e femmine, più alta in generale nelle discipline esplosive rispetto a quelle di endurance. Più alta per l’acuto nelle discipline di potenza e uguale tra discipline di potenza e endurance riguardo all’overuse.</p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>Oltre a quelli esposti sono presenti in letteratura altre ricerche ma occorrerà standardizzare la metodologia di raccolta dati e approfondire le ricerche nel corso di tutta la stagione in riferimento gli atleti di elevata qualificazione.<br />
Ad ogni modo i dati fin qui raccolti rappresentano già un orientamento in quanto i dati tendono ad essere concordanti: infortuni muscolari agli hamstring per sprint, ostacoli e salti; tendinopatie achilee per sprint, salti, mezzofondo e fondo; periostite o frattura tibiale per sprint, mezzofondo e fondo; distorsione alla caviglia per i salti; lombalgia per laci e salti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Bibliografia essenziale<br />
Edouard P., The Burden and Epidemiology of Injury in Track and Field, in Canata, Gian Luigi; D&#8217;Hooghe, Pieter; Hunt, Kenneth J.; M. M. J. Kerkhoffs, Gino; Longo, Umile Giuseppe. Management of Track and Field Injuries, Springer, 2022.</p><p>The post <a href="https://atleticaceresio.ch/infortuni-nellatleta-leggera-incidenza-e-prevalenza/">Infortuni nell’atletica leggera, cosa dicono le ricerche</a> first appeared on <a href="https://atleticaceresio.ch">Atletica CERESIO</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Trattamento iperbarico e sport</title>
		<link>https://atleticaceresio.ch/trattamento-iperbarico-e-sport/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[FABIO]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Nov 2025 19:34:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli tecnici]]></category>
		<category><![CDATA[camera iperbarica]]></category>
		<category><![CDATA[ossigenoterapia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da: Recovery from strenuous exercise, S. Bedford, Routledge, 2023 Traduzione e adattamento dall&#8217;inglese: Fabio Perissinotti, Allenatore Atletica Ceresio, Bsc. Sport Science Introduzione Da alcuni anni gli atleti utilizzano l’ossigenoterapia (trattamento con ossigeno iperbarico, HBO) come aiuto per migliorare la performance, ridurre l’indolenzimento muscolare, accelerare [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-pm-slice="1 1 []">
<em>Da: Recovery from strenuous exercise, S. Bedford, Routledge, 2023</em><br />
Traduzione e adattamento dall&#8217;inglese: Fabio Perissinotti, Allenatore Atletica Ceresio, Bsc. Sport Science</p>
<h2 data-pm-slice="1 1 []">Introduzione</h2>
<p data-pm-slice="1 1 []">Da alcuni anni gli atleti utilizzano l’ossigenoterapia (trattamento con ossigeno iperbarico, HBO) come aiuto per migliorare la performance, ridurre l’indolenzimento muscolare, accelerare i tempi di guarigione delle lesioni e favorire il recupero dopo l’esercizio. <strong>Tuttavia, la recente revisione sistematica con meta-analisi di Huang et al. (2021), basata su dieci studi, ha mostrato chiaramente che la terapia HBO effettuata prima dell’esercizio non ha effetti significativi sulla performance successiva, e che gli effetti della HBO post-esercizio sul recupero non sono particolarmente evidenti.</strong> Gli autori hanno comunque sottolineato che la HBO somministrata durante l’esercizio può migliorare la resistenza muscolare.</p>
<h2 data-pm-slice="1 1 []">Camera iperbarica e ossigenoterapia</h2>
<p>La HBO consiste nel respirare ossigeno puro ad alta pressione atmosferica; la pressione standard è di 2.0–2.8 atmosfere assolute (ATA) per 60–90 minuti, generate da aria o ossigeno pressurizzati all’interno della camera (Oyaizu et al., 2018). In alternativa, come descritto da Woo et al. (2020), la HBO è un trattamento in cui il paziente respira intermittente ossigeno al 100% a una pressione superiore a quella atmosferica (1 ATA = 101 kilopascal, kPa) all’interno di una camera iperbarica, generalmente tra 1.5 e 3.0 atmosfere standard (1 atm = 101.325 kPa) (Sen e Sen, 2021). Secondo la legge di Henry – che afferma che, a temperatura costante, la quantità di gas disciolto in un liquido è proporzionale alla pressione parziale del gas – una maggiore quantità di ossigeno si dissolve nel plasma della vena polmonare attraverso gli alveoli, aumentando così l’ossigeno disponibile per i tessuti periferici (Ishii et al., 2005).</p>
<p>Indipendentemente dalla causa, l’edema tissutale e la ridotta perfusione rappresentano problematiche frequenti nei danni muscolari indotti dall’esercizio (EIMD) (Germail et al., 2003). Nella fase infiammatoria, il fattore inducibile dall’ipossia-1 alfa, che promuove per esempio il sistema glicolitico, la vascolarizzazione e l’angiogenesi, svolge un ruolo cruciale (Ishii et al., 2005). Tuttavia, se l’apporto di ossigeno potesse essere modulato senza aumentare il flusso sanguigno, sarebbe possibile controllare la permeabilità vascolare, riducendo così il gonfiore e il dolore acuto associato (Ishii et al., 2005). Non sorprende quindi che atleti, terapisti e medici sportivi considerino l’impiego della HBO come intervento recuperativo per l’indolenzimento muscolare post-esercizio.</p>
<p>Dodici volontari maschi sani hanno partecipato a uno studio sugli effetti della HBO (o placebo) sui danni muscolari indotti dall’esercizio (Webster et al., 2002). Il primo trattamento è stato somministrato tre o quattro ore dopo il danno muscolare, mentre il secondo e il terzo rispettivamente 24 e 48 ore dopo. Gli autori hanno concluso che non vi erano differenze significative tra i gruppi; tuttavia, nel gruppo HBO è stato osservato un recupero più rapido della forza isometrica massima e una riduzione della sensazione dolorosa e di fastidio.</p>
<p>In un altro studio, la HBO (100% ossigeno per 60 minuti a 2.0 ATA) è stata applicata a soggetti che avevano eseguito 300 contrazioni eccentriche massimali volontarie per indurre DOMS (Babul et al., 2003). L’analisi non ha rilevato differenze significative tra i gruppi per dolore, forza, circonferenza del quadricipite, creatin-chinasi (CK), malondialdeide o risonanza magnetica, suggerendo che la HBO non è efficace nel trattamento delle lesioni muscolari indotte dall’esercizio.</p>
<p>Analogamente, nello studio di Germain et al. (2003), cinque sessioni di HBO (95% ossigeno a 2.5 atm per 100 minuti) non hanno accelerato il recupero dopo esercizio eccentrico. Anche la revisione di Moreira e Moreira (2020), basata su 12 articoli, ha concluso che la HBO non risulta efficace per il trattamento delle lesioni muscolari o del dolore muscolare tardivo.</p>
<p>Al contrario, Woo et al. (2020) hanno rilevato risultati positivi: in 18 soggetti che correvano per 60 minuti al 75–80% della frequenza cardiaca massima in condizioni normobariche/normossiche o ipobariche/ipossiche, la HBO (100% ossigeno a 2.5 ATA per 60 minuti) ha attenuato le risposte infiammatorie e i danni muscolari indotti dall’esercizio.</p>
<p>Risultati simili sono stati riportati da Kim et al. (2019), che hanno osservato riduzione del dolore, miglioramento del ROM e recupero della fatica muscolare nei soggetti con DOMS trattati con HBO (40 minuti, 1.3 ATA). Gli autori hanno concluso che la HBO può avere un impatto positivo sulle risposte infiammatorie post-esercizio.</p>
<p>Shimoda et al. (2015) hanno inoltre evidenziato effetti positivi della HBO sulla fatica muscolare dopo esercizi massimali di flessione plantare, suggerendo che la HBO favorisca la resistenza nella produzione di forza più che la forza massimale a breve termine.</p>
<p>Risultati ulteriori provengono da Park et al. (2018), che hanno utilizzato HBO a bassa pressione in tre condizioni (controllo, pre-trattamento e post-trattamento). I ricercatori hanno osservato valori significativamente più bassi di lattato e frequenza cardiaca a 30 minuti dal recupero nel gruppo trattato, suggerendo un miglioramento nella rimozione delle sostanze affaticanti.</p>
<p>Tre fattori – ripristino delle scorte energetiche, rapida rimozione delle sostanze che inducono fatica e stabilizzazione ormonale – sono centrali nel recupero dalla fatica. L’aumento dell’apporto di ossigeno in condizioni di affaticamento attiva l’attività cellulare, incrementa la sintesi di ATP e favorisce il metabolismo delle sostanze responsabili della fatica. La HBO può quindi essere considerata un metodo per favorire il recupero (Ishii et al., 2005).</p>
<p>Come per qualsiasi intervento terapeutico, è necessario considerare precauzioni e controindicazioni. I sintomi più comuni durante la HBO includono lieve cefalea e affaticamento, sintomi reversibili una volta terminata l’esposizione (Sen e Sen, 2021). Gli effetti collaterali sono rari se la permanenza nella camera non supera le due ore e la pressione resta sotto i 300 kPa.</p>
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		<title>Come si allena Femke Bol?</title>
		<link>https://atleticaceresio.ch/come-si-allena-femke-bol/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[FABIO]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Oct 2025 14:49:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli tecnici]]></category>
		<category><![CDATA[allenamento 400 metri]]></category>
		<category><![CDATA[Atletica CERESIO]]></category>
		<category><![CDATA[atletica leggera]]></category>
		<category><![CDATA[femke bol]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fabio Perissinotti, Allenatore FIDAL (L2), allenatore Atletica CERESIO. Dalla giovinezza al record mondiale Femke Bol è un talento cristallino. Atleta olandese, classe 2000, a 25 anni si è messa in mostra nei 400 metri ostacoli e nei 400 metri, conquistato il titolo mondiale e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Fabio Perissinotti, Allenatore FIDAL (L2), allenatore Atletica CERESIO.</p>
<h2>Dalla giovinezza al record mondiale</h2>
<p>Femke Bol è un talento cristallino. Atleta olandese, classe 2000, a 25 anni si è messa in mostra nei 400 metri ostacoli e nei 400 metri, conquistato il titolo mondiale e stabilendo il record mondiale indoor dei 400 m con 49.26. Inoltre, detiene il record europeo dei 400 ostacoli (51.45) e per questo motivo è seconda atleta più veloce della storia, dietro a Sydney McLaughlin.<br />
La sua storia sportiva nell&#8217;atletica inizia ha 14 anni (N.d.a. quindi nessuna specializzazione precoce) seguendo il fratello nel club di atletica locale dove venne subito notata per la sua attitudine agli sprint prolungati. A partire dal 2015 ha vinto tutti i titoli nazionali giovanili.</p>
<h2>Il team tecnico: un po di svizzera nel motore!</h2>
<p>Dal 2016 Bol è seguita da Bram Peters a cui si è affiancato, dal 2019, da Laurent Meuwly, tecnico svizzero specializzato in sprint e staffette, che intuendo il potenziale della giovane atleta per i 400 ostacoli, grazie alla sua leva lunga e alla capacità di gestire lo sforzo in progressione, la avviata a questa specialità.</p>
<h2>L’approccio metodologico: allenamento polarizzato</h2>
<p>Laurent Meuwly basa il lavoro su una filosofia di allenamento polarizzato, cioè la netta separazione tra:</p>
<p>• Bassa intensità (Zona 1): grande volume per costruire capacità aerobica e base di resistenza;<br />
• Alta intensità (Zona 3): lavori di forza e velocità massimale;<br />
• Intensità moderata (Zona 2): ridotta al minimo, solo 1 volta a settimana per poche settimane.</p>
<p><strong>Questo schema, più tipico del mezzofondo che della velocità,</strong> ha permesso a Bol di sviluppare una resistenza lattacida di altissimo livello, mantenendo però un’eccellente velocità di base. Forse, proprio dietro a questo approccio si nasconde &#8220;il segreto&#8221; del passaggio della Bol agli 800 metri. La storia ci dirà se anche in questa specialità l&#8217;atleta olandese sarà una campionessa.</p>
<p><span id="more-622"></span></p>
<h2>Programmazione dell&#8217;allenamento</h2>
<p>L’allenamento segue un ritmo settimanale di nove sedute secondo il pattern: 2–1–2–1–2–1–0, dove “0” indica la domenica di riposo completo. Il piano annuale è organizzato su due cicli di picco: indoor (febbraio) e outdoor (giugno–agosto), con periodi di preparazione, fino ad oggi,  rispettivamente a Stellenbosch e Potchefstroom (Sudafrica), e ritorno a Papendal (Olanda) per i test e la fase specifica.</p>
<h2>Allenamento di forza e circuiti funzionali</h2>
<p>Il programma di Bol include due sedute di forza classica (squat, hang clean, hip thrust) e un circuito funzionale settimanale centrato su glutei, anche e femorali. Ogni circuito dura circa 40 minuti e comprende 10 esercizi per gamba, alternando 30&#8243; di lavoro e 20&#8243; di recupero. Dopo due settimane, si passa a due circuiti completi con intensità crescente. La programmazione di Femke Bol è estremamente curata anche nella fase rigenerativa: bagni di ghiaccio, gestione del jet lag, integrazione mirata, alimentazione controllata e pianificazione del sonno.</p>
<h2>La strategia di corsa: il ritmo 14/15 passi</h2>
<p>Nel 2022 il team di Bol ha introdotto una nuova strategia ritmica nei 400 ostacoli: 14 passi tra i primi sette ostacoli per sfruttare la velocità iniziale e 15 negli ultimi tre per mantenere fluidità nella parte finale. L’obiettivo è stato quello di ottimizzare la velocità terminale e la distribuzione dell’energia, sfruttando la capacità di Femke di saltare da entrambe le gambe. Nel 2023 Femke Bol ha dominato la Diamond League (51.45), ha vinto due ori ai Mondiali di Budapest (51.70) ed è rimasta imbattuta in 20 gare tra 400 piani e 400 ostacoli. È stata nominata per la seconda volta Atleta Europea dell’anno.</p>
<h2>Conclusione</h2>
<p>Il caso di Femke Bol permette ai tecnici di fare una riflessione: in un’epoca in cui i confini tra sprint e resistenza si fanno sempre più sottili gli atleti possono far convivere più qualità nel loro allenamento e spostarsi tra una specialità e l&#8217;altra?</p><p>The post <a href="https://atleticaceresio.ch/come-si-allena-femke-bol/">Come si allena Femke Bol?</a> first appeared on <a href="https://atleticaceresio.ch">Atletica CERESIO</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Relative Energy Deficiency in Sport e atletica</title>
		<link>https://atleticaceresio.ch/relative-energy-deficiency-in-sport-in-atletica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[FABIO]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Oct 2025 18:08:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli tecnici]]></category>
		<category><![CDATA[atletica alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Atletica CERESIO]]></category>
		<category><![CDATA[atletica leggera]]></category>
		<category><![CDATA[REDs]]></category>
		<category><![CDATA[relative energy deficiency in sport]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Di Fabio Perissinotti: allenatore FIDAL (Livello2), Allenatore Atletica CERESIO, Laurea in Scienze dello Sport, Master in Fisioterapia dello Sport. Relative Energy Deficiency in Sport La Sindrome del Deficit Energetico Relativo nello sport (Relative Energy Deficiency in Sport) è una condizione legata a una insufficiente [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Di Fabio Perissinotti: allenatore FIDAL (Livello2), Allenatore Atletica CERESIO, Laurea in Scienze dello Sport, Master in Fisioterapia dello Sport.</em></p>
<h2>Relative Energy Deficiency in Sport</h2>
<p>La Sindrome del Deficit Energetico Relativo nello sport (Relative Energy Deficiency in Sport) è una condizione legata a una insufficiente assunzione di calorie per sostenere l&#8217;attività fisica di riferimento. <strong>Attenzione: basta anche una piccola ma costate carenza rispetto al fabbisogno e per questo motivo l&#8217;insorgere della REDs può essere difficile da notare.</strong><br />
In un primo tempo il corpo può mascherare questa condizione ma ben presto la sintomatologia diverrà evidente. <strong>La REDs non deve essere confusa con il disturbo alimentare, anche se quest&#8217;ultimo può essere presente come componente della REDs.</strong><br />
In definitiva il corpo, vista la mancanza di energia, entra in modalità risparmio, quindi rallenta i metabolismo, riduce la produzione ormonale e limita il recupero per favorire una minor attività fisica e preservare energia.</p>
<h2>REDs e atletica leggera</h2>
<p>Scrivo questo articolo perchè mi è capitato di osservare questa condizione nei giovani atleti, sopratutto ragazze praticanti sport di endurance. Il contenimento esasperato del peso corporeo è <strong>legato soprattutto a due motivi: miglioramento (temporaneo) della performance per aumento dell&#8217;efficenza metabolica e del VO2Max; problemi di immagine corporea legati a modelli di &#8220;definizione&#8221; esasperati promossi dai social media,</strong> spesso da modelle/modelli che fanno uso di doping.<br />
L&#8217;allenatore  molte volte cerca risposta per il calo della prestazione nei programmi di allenamento e nella &#8220;testa&#8221; dell&#8217;atleta, senza accorgersi del problema alimentare, anche a causa della difficile comunicazione allenatore/atleta/famiglia.</p>
<p><span id="more-611"></span></p>
<h2>Segnali precoci di REDs</h2>
<p>Generali</p>
<ul>
<li>Calo improvviso della performance</li>
<li>Affaticamento cronico</li>
<li>Modifiche dell&#8217;appetito</li>
<li>Cambio di umore</li>
<li>Disturbi del sonno</li>
<li>Malattie e infortuni frequenti (Rallentamento dei processi di riparazione)</li>
<li>Perdita di massa magra</li>
</ul>
<p>Nei maschi</p>
<ul>
<li>Diminuzione del testosterone</li>
<li>Calo della libido</li>
<li>Perdita di forza e capacità di sprint</li>
</ul>
<p>Nelle femmine</p>
<ul>
<li>Alterazione o scomparsa del ciclo</li>
<li>Riduzione degli estrogeni</li>
<li>Osteopenia e fratture da stress</li>
<li>Cambi di umore improvvisi</li>
</ul>
<h2>Cosa fare?</h2>
<p>La risposta logica è quella, per un breve periodo di interrompere o diminuire sensibilmente l&#8217;allenamento. Contemporaneamente, <strong>occorrerà incrementare l&#8217;introito calorico di tutti i macro-nutrienti, senza però eccedere: occorre mangiare la quantità di cibo ideale in rapporto alla propria massa corporea e non sovra alimentarsi per compensare il deficit.</strong> Tutto il team deve supportare l&#8217;atleta: allenatore, società nutrizionista e famiglia.<br />
Personalmente sono favorevole all&#8217;intervento di un dietologo solo a patto che il suo sia un ruolo primariamente educativo, quindi temporaneo. <strong>L&#8217;atleta deve imparare la &#8220;Diet Culture&#8221; e diventare autonomo nella gestione e nelle scelte alimentari</strong> affinchè i benefici rimangano nel tempo. I ragazzi devono capire che mangiare è parte integrante dell&#8217;allenamento quanto correre o saltare, e il cibo deve essere assunto non solo in ottica sportiva ma anche per la sua valenza conviviale.</p>
<p>&nbsp;</p><p>The post <a href="https://atleticaceresio.ch/relative-energy-deficiency-in-sport-in-atletica/">Relative Energy Deficiency in Sport e atletica</a> first appeared on <a href="https://atleticaceresio.ch">Atletica CERESIO</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Seminario Sprint aggiornamento allenatori</title>
		<link>https://atleticaceresio.ch/seminario-sprint-aggiornamento-allenatori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[FABIO]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Oct 2025 17:21:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Seminari]]></category>
		<category><![CDATA[Atletica CERESIO]]></category>
		<category><![CDATA[seminario Marco Airale]]></category>
		<category><![CDATA[seminario sprint]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Seminario aggiornamento sullo sprint con Marco Airale, valido come aggiornamento swissathletics per i tecnici di atletica leggera svizzeri</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo lieti di annunciare che il seminario &#8220;dall&#8217;accelerazione alla fase lanciata&#8221; con Marco Airale è ufficialmente evento riconosciuto da Swissatheltics come aggiornamento per i tecnici di atletica leggera svizzeri, grazie al CAT.<br />
Vi aspettiamo numerosi per una giornata di formazione eccezionale!<br />
<img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-608 size-full" src="https://atleticaceresio.ch/wp-content/uploads/2025/10/Blue-Modern-Healthcare-Flyer-Post-Instagram-45.png" alt="" width="1080" height="1350" srcset="https://atleticaceresio.ch/wp-content/uploads/2025/10/Blue-Modern-Healthcare-Flyer-Post-Instagram-45.png 1080w, https://atleticaceresio.ch/wp-content/uploads/2025/10/Blue-Modern-Healthcare-Flyer-Post-Instagram-45-240x300.png 240w, https://atleticaceresio.ch/wp-content/uploads/2025/10/Blue-Modern-Healthcare-Flyer-Post-Instagram-45-819x1024.png 819w, https://atleticaceresio.ch/wp-content/uploads/2025/10/Blue-Modern-Healthcare-Flyer-Post-Instagram-45-768x960.png 768w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></p><p>The post <a href="https://atleticaceresio.ch/seminario-sprint-aggiornamento-allenatori/">Seminario Sprint aggiornamento allenatori</a> first appeared on <a href="https://atleticaceresio.ch">Atletica CERESIO</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Talento Sportivo nell&#8217;ex blocco sovietico</title>
		<link>https://atleticaceresio.ch/talento-sportivo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[FABIO]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Oct 2025 17:08:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli tecnici]]></category>
		<category><![CDATA[atletica leggera]]></category>
		<category><![CDATA[il talento sportivo fabio perissinotti]]></category>
		<category><![CDATA[talento sportivo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Talento sportivo: l’esperienza dell’Est Europa Tratto dal testo: Il talento sportivo, attuali prospettive Di Fabio Perissinotti, allenatore Atletica CERESIO. Nel corso degli anni ’60-’70 del secolo scorso, i Paesi dell’ex blocco sovietico hanno investito molto sullo sviluppo degli atleti in chiave olimpica per affermare [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Talento sportivo: l’esperienza dell’Est Europa</strong></h2>
<p><strong><em>Tratto dal testo: Il talento sportivo, attuali prospettive<br />
</em></strong><em>Di Fabio Perissinotti, allenatore Atletica CERESIO.</em></p>
<p>Nel corso degli anni ’60-’70 del secolo scorso, i Paesi dell’ex blocco sovietico hanno investito molto sullo sviluppo degli atleti in chiave olimpica per affermare il proprio credo politico. Oggi sappiamo che i risultati sportivi d’eccellenza furono ottenuti principalmente a mezzo del doping di stato. Ciò nonostante, i teorici dell’allenamento dell’allora Germania dell’Est e dell’URSS hanno lasciato in eredità numerosi spunti sull’organizzazione dell’allenamento, così come sull’identificazione e lo sviluppo del talento sportivo. Così, per esempio, Harre (1977) ha suggerito di osservare:</p>
<ul>
<li>il livello di prestazione disponibile (momentaneo);</li>
<li>il tasso di miglioramento della prestazione;</li>
<li>la stabilità nella progressione del miglioramento della prestazione.</li>
</ul>
<p>È importante sottolineare che nella DDR questo approccio prevedeva un costante monitoraggio della prestazione a mezzo di test fisici, monitoraggio dell’adattabilità ai carichi e dello sviluppo psicologico del giovane atleta, coadiuvati dal sostegno della medicina sportiva. Inoltre, il tutto si verificava nell’ambito di un sistema di gestione rigidamente e gerarchicamente organizzato a livello scolastico e societario e controllato a livello statale. In mancanza di altre evidenze scientifiche, oggi è proprio questo sistema organizzativo strutturato, metodico e diffuso che appare come reale protagonista del sistema sportivo dell’Est Europa, piuttosto che la capacità di selezione e di previsione in sé (Madella, 2008; Baker e al., 2017).</p>
<p><span id="more-602"></span></p>
<p>A livello pratico, sia nella DDR che in URSS il tasso di miglioramento prestativo, soprattutto nel primo anno e mezzo dall’inizio dell’allenamento intensivo, insieme alle capacità di apprendimento erano considerati gli elementi maggiormente predittivi per le future prestazioni atletiche (Harre, 1977; Zatziorsky 1977; Iussurin, 2018).<br />
Tuttavia occorre rilevare che, ad oggi, pochi studi hanno monitorato i progressi dei potenziali talenti o hanno basato la selezione del talento sulla misura di miglioramento delle prestazioni, e le prove oggettive della superiorità di questo approccio sono limitate e non sufficienti a utilizzare questo criterio come raccomandazione (Baker e al., 2017). Il problema di base delle osservazioni effettuate in passato risiede in gran parte nella mancanza di una misurazione affidabile e valida. La scienza, infatti, si basa sull&#8217;adeguatezza delle misurazioni che se non sono valide e affidabili forniscono una base debole per la ricerca e relativo intervento. Inoltre, lo sviluppo del talento sportivo è stato più volte descritto come un processo poco lineare che non si presta quindi a tassi di miglioramento linearmente progressivi (Baker e al., 2017).</p>
<p>Platonov (2018) ha ben descritto il processo di selezione tipico dell’ex blocco sovietico, a dire il vero nei suoi tratti essenziali ancora auge in molte nazioni, illustrandolo a mezzo del grafico di Cobley e Cooke (2009) che consiste in una curva di tipo gaussiano*: sotto alla campana risiede, nella zona mediana, la maggior parte della popolazione. Al margine sinistro ci sono gli atleti meno dotati mentre all’estremo destro gli atleti dal maggior potenziale. Ad ogni successiva tappa selettiva la curva si rinnova e rimangono in gioco solo i talenti all’estremità destra, fino al raggiungimento del professionismo (figura 3).</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-603 size-large" src="https://atleticaceresio.ch/wp-content/uploads/2025/10/Screenshot-2025-10-20-alle-19.00.58-1024x574.png" alt="" width="870" height="488" srcset="https://atleticaceresio.ch/wp-content/uploads/2025/10/Screenshot-2025-10-20-alle-19.00.58-1024x574.png 1024w, https://atleticaceresio.ch/wp-content/uploads/2025/10/Screenshot-2025-10-20-alle-19.00.58-300x168.png 300w, https://atleticaceresio.ch/wp-content/uploads/2025/10/Screenshot-2025-10-20-alle-19.00.58-768x431.png 768w, https://atleticaceresio.ch/wp-content/uploads/2025/10/Screenshot-2025-10-20-alle-19.00.58.png 1120w" sizes="(max-width: 870px) 100vw, 870px" /></p>
<p>Figura 3: curva gaussiana del talento nelle successive tappe selettive (Secondo Cobley e Cooke, 2009, in Platonov, 2018).</p>
<p>Sempre secondo Platonov (2018) le tappe selettive sarebbero sei ognuna caratterizzata da obiettivi differenti, partendo dalla selezione preliminare per arrivare a quella finale (tabella 2), ricordando però che il processo è estremamente dialettico.</p>
<p>*Nota: la curva di Gauss (curva normale), dalla classica forma a campana, viene utilizzata per descrivere la distribuzione di una variabile statistica continua. L&#8217;evidenza ha dimostrato come si adatti bene a rappresentare il comportamento di una serie di fenomeni collettivi in svariati settori, sport compreso.</p>
<p><strong><em>Tratto dal testo: Il talento sportivo, attuali prospettive</em></strong></p>
<p><a href="https://www.amazon.it/dp/B0FV3D664K/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&amp;crid=PCVDPJGIRJFH&amp;dib=eyJ2IjoiMSJ9.uHcjI07kdEIZzebWJk3CGlkd-7ERQwChl7w1Q2_Uct8drIkST9RvKZ_AdednwLEGhbFJ-BQPogklfWSmDTb9VytgvCzcaBLOZgaNFP6UrVE52xGCe5VZul7RNRlb2WacynMMHQmZ5OgetLPIRqxq6Q0aiSIaiXdK_NxDBZcNlyxRxwSC2cX4RbqoEhu4qUpH36gaczZWFkC_n6fSP3fBffllfm-xWygWlUEJD_X4MAkfqZKvmPJ4l3j4nZf9tOLyzFz3fZ_WHUBuVDL4uKGqgpkAJuq8ZDOdYHCNijsU1yU.Z1B4cJAhFiLI3AEz9znlxc5lR-OvcJw2lMVMU29N9Is&amp;dib_tag=se&amp;keywords=il+talento+sportivo&amp;qid=1760979788&amp;sprefix=il+talento+sportivo%2Caps%2C93&amp;sr=8-1" target="_blank" rel="noopener">COMPRALO SU AMAZON</a></p><p>The post <a href="https://atleticaceresio.ch/talento-sportivo/">Talento Sportivo nell’ex blocco sovietico</a> first appeared on <a href="https://atleticaceresio.ch">Atletica CERESIO</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il talento sportivo: libro completo</title>
		<link>https://atleticaceresio.ch/il-talento-sportivo-libro-completo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[FABIO]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Oct 2025 11:33:02 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[atletica leggera]]></category>
		<category><![CDATA[fabio perissinotti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il talento sportivo Estratto dal libro: Il talento sportivo: attuali prospettive di Fabio Perissinotti (Allenatore Atletica CERESIO). Ordinabile presso tutte le librerie e disponibile su Amazon dal link qui sotto: Il talento sportivo Introduzione L’individuazione dei talenti sportivi è un obiettivo che si perde [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Il talento sportivo</h2>
<p>Estratto dal libro: <strong>Il talento sportivo: attuali prospettive di Fabio Perissinotti (Allenatore Atletica CERESIO).</strong></p>
<p>Ordinabile presso tutte le librerie e disponibile su Amazon dal link qui sotto:<br />
<a href="https://www.amazon.it/dp/B0FV3D664K/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&amp;crid=DXIP0ELWSSU0&amp;dib=eyJ2IjoiMSJ9.kTr0xyi8T3NYV9p7VvRV_3FY8rwpVTS7M5oU1S_uBniLXzRT_Offs1W-CZnD44D2GChPJC5kpoU-S1cUV09ZlKrmgDNuQpkkNxdatSipT0MIMZDjlzIme-3hU4-xUZ3Aec41qzjXNki708eeipI9qMMcNLJQ9PLke9HMRNbI-GvMf2M948JKhuIGOft91S_g2PSfYPm9rSSsOJGiq4uqIJklhamvML1vuiYilx7U4HRLkOWJhihNef39YY9ULVYgzFz3fZ_WHUBuVDL4uKGqggC_xg1wyyeaxB5OwcDlWmc.KDGouXukm-J_6MGHzf9whXXrD5clnCPGg1YqziK4yos&amp;dib_tag=se&amp;keywords=il+talento+sportivo&amp;qid=1760009069&amp;sprefix=il+talento+sportivo%2Caps%2C130&amp;sr=8-1" target="_blank" rel="noopener">Il talento sportivo</a></p>
<h2>Introduzione</h2>
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<p>L’individuazione dei talenti sportivi è un obiettivo che si perde nel- la “notte dei tempi dello sport”. ogni allenatore con un minimo di esperienza, e che magari è stato buon atleta nella disciplina che al- lena, è naturalmente convinto di avere occhio e intuito nello scorgere quei segnali, più o meno manifesti, che caratterizzano il giovane talento e futuro campione.</p>
<p>Normalmente si tratta di caratteristiche antropometriche, ovvero della statura e del morfotipo, e di indici di performance fisica come scattare, saltare, resistere, essere agili e particolarmente coordinati, che si traducono in eccellenti e temporanee prestazioni di gara a livello di campionato provinciale, regionale e nazionale, o di vittoria contro atleti della categoria superiore.</p>
<p>A volte gli allenatori osservano anche le attitudini psico-comportamentali che in effetti, come si evincerà nel testo, si sono dimostrate più predittive delle qualità atletiche in termini di concretizzazione del talento sportivo da adulti.</p>
<p>Dettò ciò, le statistiche indicano che in verità l’occhio dell’esperto alla fine “non ci azzecca”, o meglio, quando pensa di aver fatto centro, perché in effetti quel ragazzo è diventato un campione, sta solo eser- citando il bias (dispercezione) di conferma, ovvero sta osservando esclusivamente quello che avvalora le sue convinzioni, dimenticando, inconsciamente o meno, tutti gli altri potenziali talenti che aveva individuato e che non sono diventati professionisti, ma che rappresentano statisticamente la quota più elevata delle sue previsioni.</p>
<p>Naturalmente non sto affermando che l’esperienza dell’allenato- re e dei talent scout non abbia valore ma, come vedremo, questa esperienza assume significato concreto solo se, allo stesso tempo, cambia l’attuale sistema di approccio al talento sportivo. oggi è ancora in vigore un modello incentrato su uno schema piramidale, alla base del quale si selezionano precocemente i presunti talenti per inserirli nelle dinamiche agonistiche e federali, per sfoltirli a ogni passaggio di categoria in funzione dei risultati ottenuti. La ricerca attuale indica, però, che questo modello non funziona e che an- drebbe sostituito con un approccio più inclusivo, che permetta a un maggior numero di ragazzi con qualità atletiche e caratteriali di essere messi nelle condizioni di allenarsi in maniera ottimale e sotto la guida di allenatori esperti, nel rispetto dei ritmi di maturazione. Alla soglia dell’età adulta il vero talento, che permetterà il salto nel professionismo, si manifesterà definitivamente.</p>
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<div class="column">
<p>Naturalmente quello che ho descritto è una estrema semplificazione di un approccio più complesso e che deve poi essere declinato e adattato alle esigenze delle singole discipline sportive perché, ad esempio, lo sviluppo di uno sprinter, di un saltatore, di un calciatore, di un ginnasta o di una pattinatrice sul ghiaccio, sono caratterizzati da grandi differenze a livello dell’età a cui si raggiunge la massima prestazione e ai relativi livelli di maturazione biologica, così come dei parametri antropometrici, delle richieste atletiche e delle difficoltà tecnico-coordinative.</p>
<p>Inoltre, occorre considerare che questa proposta inclusiva neces- sita evidentemente maggiori risorse a livello economico, di attrezzature e di persone coinvolte nel progetto di maturazione dei giovani sportivi, e questo non sempre rispecchia le effettive disponibilità di società e federazioni sportive.</p>
<p>Resta il fatto che, per dirla con le parole contenute nella revisione di Vaeyens e al. (2008) e nel testo riassuntivo di Collins e MacNamara (2022), a oggi i dati scientifici inerenti all’identificazione precoce del talento sportivo sono davvero scarsi e contraddittori e ne consegue che vale la pena focalizzare maggiormente le risorse sullo sviluppo del talento più che sulla sua identificazione.</p>
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<div class="column">
<p>Sulla stessa scia, nella dichiarazione di consenso del Comitato olimpico Internazionale (CIO) relativa allo sviluppo degli atleti giovanili (Baker e al., 2017) è stata denotata una mancanza di consenso riguardo le “migliori pratiche” (best practice) per l’identificazione del talento, così com’è emersa una forte enfasi su strategie non inclusive, unidimensionali e poco predittive al posto di uno sviluppo efficace, individualizzato e a lungo termine. Inoltre, è stata denunciata una mancanza di chiarezza di ruolo e di aspettative tra le parti interessate (N.d.A.: atleti, allenatori, società sportive e famiglia) così come incoerenza nell’allineamento di strategia, pratica, supporto e costi.</p>
<p>Nella mia libreria conservo gelosamente un vecchio testo del 1977 intitolato Ricerca dei talenti sportivi, opera di un collettivo di Autori e edito da Società Stampa Sportiva. Accanto a questo libro è presente il numero 1, anno 1983, della rivista Scuola dello Sport, edita allora dal CONI, all’interno del quale sono contenuti diversi ar- ticoli dedicati all’argomento talento sportivo. Sulla medesima rivista nel periodo 1980-2010 son stati pubblicati ben 14 articoli sull’ar- gomento (Arpino e Gulinelli, 2011). Cito questi esempi a testimo- nianza di come la questione, anche in Italia, sia da sempre al centro degli interessi federali e di come questo argomento abbia subito, come nel resto del mondo, un forte influsso proveniente dalle ricer- che e dai concetti derivati delle Nazioni dell’ex blocco sovietico, in relazione alla meticolosa strutturazione della teoria dell’allenamento in questi Paesi e delle vittorie ottenute a livello olimpico nel corso del ventennio a cavallo tra gli anni ‘70 e ‘90. A rileggere oggi questi articoli è facile accorgersi di come le cose si siano evolute rapidamente e di come oggi possiamo guardare più avanti perché abbiamo a disposizione una mole di letteratura specializzata assai più ampia rispetto a un tempo, in gran parte proveniente dai paesi anglosassoni, anche se, come vedremo più avanti, sussiste un importante limite riguardo la qualità delle pubblicazioni scientifiche.</p>
<p>In questo testo ho cercato di integrare gran parte delle ricerche e dei concetti più attuali, unitamente alla mia esperienza di allenatore e di studioso della materia, così da ottenere una visione più ampia, completa e possibilmente aggiornata riguardo la selezione e lo sviluppo del talento sportivo. Auguro al lettore buona lettura, nella convinzione di essere riuscito a chiarire meglio alcuni concetti, in altre sedi presentati a volte in maniera frammentaria, e nella speranza di accendere ulteriori riflessioni sull’argomento.</p>
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		<title>Corso Sprint Marco Airale</title>
		<link>https://atleticaceresio.ch/corso-sprint-marco-airale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[FABIO]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Sep 2025 20:06:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Seminari]]></category>
		<category><![CDATA[Atletica CERESIO]]></category>
		<category><![CDATA[atletica leggera]]></category>
		<category><![CDATA[corso sprint atletica]]></category>
		<category><![CDATA[marco airale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dall&#8217;accelerazione alla fase lanciata Atletica CERESIO presenta, per la prima volta in Svizzera, due giorni con Coach Marco Airale, allenatore di fama internazionale e di Amy Hunt, recente medaglia d&#8217;argento sui 200 metri al Campionato Mondiale di Atletica a Tokyo 2025. Data del corso [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Dall&#8217;accelerazione alla fase lanciata</h2>
<p>Atletica CERESIO presenta, per la prima volta in Svizzera, <strong>due giorni con Coach Marco Airale, allenatore di fama internazionale e di Amy Hunt,</strong> recente medaglia d&#8217;argento sui 200 metri al Campionato Mondiale di Atletica a Tokyo 2025.</p>
<p><strong>Data del corso</strong><br />
15-16 novembre 2025</p>
<p><strong>Luogo del corso</strong><br />
Centro Sportivo di Collina D&#8217;Oro (Lugano)</p>
<h2>Programma generale</h2>
<p><strong>Sabato 15 novembre: “Accelerazione”</strong></p>
<p>ore 11:00 inizio della parte teorica riguardante “l’accelerazione”:<br />
ore 13:00 (circa): pausa pranzo, con possibilità di pranzare presso la buvette del CS (Centro Sportivo) a prezzo convenzionato (15.- fr./€) previa prenotazione;<br />
Ore 14:00: parte pratica sull’accelerazione in pista, con accenno/introduzione al programma del giorno dopo.</p>
<p><strong>Domenica 16 novembre : “fase lanciata”</strong></p>
<p>Ore 9:00: parte teorica;<br />
Ore 10:30: parte pratica in pista.<br />
Ore 12:00: scambio opinioni e saluti</p>
<p>👉 Rilascio di attestato di partecipazione con ore e programma</p>
<h4>ℹ️ Chi desidera informazioni specifiche per l’evento e l’iscrizione può contattare direttamente il Presidente Pier Mauriello allo 076-3309559 oppure contattataci via email p.mauri@yahoo.it</h4>
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