Da: Recovery from strenuous exercise, S. Bedford, Routledge, 2023
Traduzione e adattamento dall’inglese: Fabio Perissinotti, Allenatore Atletica Ceresio, Bsc. Sport Science
Introduzione
Da alcuni anni gli atleti utilizzano l’ossigenoterapia (trattamento con ossigeno iperbarico, HBO) come aiuto per migliorare la performance, ridurre l’indolenzimento muscolare, accelerare i tempi di guarigione delle lesioni e favorire il recupero dopo l’esercizio. Tuttavia, la recente revisione sistematica con meta-analisi di Huang et al. (2021), basata su dieci studi, ha mostrato chiaramente che la terapia HBO effettuata prima dell’esercizio non ha effetti significativi sulla performance successiva, e che gli effetti della HBO post-esercizio sul recupero non sono particolarmente evidenti. Gli autori hanno comunque sottolineato che la HBO somministrata durante l’esercizio può migliorare la resistenza muscolare.
Camera iperbarica e ossigenoterapia
La HBO consiste nel respirare ossigeno puro ad alta pressione atmosferica; la pressione standard è di 2.0–2.8 atmosfere assolute (ATA) per 60–90 minuti, generate da aria o ossigeno pressurizzati all’interno della camera (Oyaizu et al., 2018). In alternativa, come descritto da Woo et al. (2020), la HBO è un trattamento in cui il paziente respira intermittente ossigeno al 100% a una pressione superiore a quella atmosferica (1 ATA = 101 kilopascal, kPa) all’interno di una camera iperbarica, generalmente tra 1.5 e 3.0 atmosfere standard (1 atm = 101.325 kPa) (Sen e Sen, 2021). Secondo la legge di Henry – che afferma che, a temperatura costante, la quantità di gas disciolto in un liquido è proporzionale alla pressione parziale del gas – una maggiore quantità di ossigeno si dissolve nel plasma della vena polmonare attraverso gli alveoli, aumentando così l’ossigeno disponibile per i tessuti periferici (Ishii et al., 2005).
Indipendentemente dalla causa, l’edema tissutale e la ridotta perfusione rappresentano problematiche frequenti nei danni muscolari indotti dall’esercizio (EIMD) (Germail et al., 2003). Nella fase infiammatoria, il fattore inducibile dall’ipossia-1 alfa, che promuove per esempio il sistema glicolitico, la vascolarizzazione e l’angiogenesi, svolge un ruolo cruciale (Ishii et al., 2005). Tuttavia, se l’apporto di ossigeno potesse essere modulato senza aumentare il flusso sanguigno, sarebbe possibile controllare la permeabilità vascolare, riducendo così il gonfiore e il dolore acuto associato (Ishii et al., 2005). Non sorprende quindi che atleti, terapisti e medici sportivi considerino l’impiego della HBO come intervento recuperativo per l’indolenzimento muscolare post-esercizio.
Dodici volontari maschi sani hanno partecipato a uno studio sugli effetti della HBO (o placebo) sui danni muscolari indotti dall’esercizio (Webster et al., 2002). Il primo trattamento è stato somministrato tre o quattro ore dopo il danno muscolare, mentre il secondo e il terzo rispettivamente 24 e 48 ore dopo. Gli autori hanno concluso che non vi erano differenze significative tra i gruppi; tuttavia, nel gruppo HBO è stato osservato un recupero più rapido della forza isometrica massima e una riduzione della sensazione dolorosa e di fastidio.
In un altro studio, la HBO (100% ossigeno per 60 minuti a 2.0 ATA) è stata applicata a soggetti che avevano eseguito 300 contrazioni eccentriche massimali volontarie per indurre DOMS (Babul et al., 2003). L’analisi non ha rilevato differenze significative tra i gruppi per dolore, forza, circonferenza del quadricipite, creatin-chinasi (CK), malondialdeide o risonanza magnetica, suggerendo che la HBO non è efficace nel trattamento delle lesioni muscolari indotte dall’esercizio.
Analogamente, nello studio di Germain et al. (2003), cinque sessioni di HBO (95% ossigeno a 2.5 atm per 100 minuti) non hanno accelerato il recupero dopo esercizio eccentrico. Anche la revisione di Moreira e Moreira (2020), basata su 12 articoli, ha concluso che la HBO non risulta efficace per il trattamento delle lesioni muscolari o del dolore muscolare tardivo.
Al contrario, Woo et al. (2020) hanno rilevato risultati positivi: in 18 soggetti che correvano per 60 minuti al 75–80% della frequenza cardiaca massima in condizioni normobariche/normossiche o ipobariche/ipossiche, la HBO (100% ossigeno a 2.5 ATA per 60 minuti) ha attenuato le risposte infiammatorie e i danni muscolari indotti dall’esercizio.
Risultati simili sono stati riportati da Kim et al. (2019), che hanno osservato riduzione del dolore, miglioramento del ROM e recupero della fatica muscolare nei soggetti con DOMS trattati con HBO (40 minuti, 1.3 ATA). Gli autori hanno concluso che la HBO può avere un impatto positivo sulle risposte infiammatorie post-esercizio.
Shimoda et al. (2015) hanno inoltre evidenziato effetti positivi della HBO sulla fatica muscolare dopo esercizi massimali di flessione plantare, suggerendo che la HBO favorisca la resistenza nella produzione di forza più che la forza massimale a breve termine.
Risultati ulteriori provengono da Park et al. (2018), che hanno utilizzato HBO a bassa pressione in tre condizioni (controllo, pre-trattamento e post-trattamento). I ricercatori hanno osservato valori significativamente più bassi di lattato e frequenza cardiaca a 30 minuti dal recupero nel gruppo trattato, suggerendo un miglioramento nella rimozione delle sostanze affaticanti.
Tre fattori – ripristino delle scorte energetiche, rapida rimozione delle sostanze che inducono fatica e stabilizzazione ormonale – sono centrali nel recupero dalla fatica. L’aumento dell’apporto di ossigeno in condizioni di affaticamento attiva l’attività cellulare, incrementa la sintesi di ATP e favorisce il metabolismo delle sostanze responsabili della fatica. La HBO può quindi essere considerata un metodo per favorire il recupero (Ishii et al., 2005).
Come per qualsiasi intervento terapeutico, è necessario considerare precauzioni e controindicazioni. I sintomi più comuni durante la HBO includono lieve cefalea e affaticamento, sintomi reversibili una volta terminata l’esposizione (Sen e Sen, 2021). Gli effetti collaterali sono rari se la permanenza nella camera non supera le due ore e la pressione resta sotto i 300 kPa.


